Il pendente
Il pendente dagli scavi UC
Autore: Claudia Perassi

Il gioiello è piuttosto modesto e dalla fattura poco accurata. La moneta è inserita in un castone in lamina aurea, con a vista il lato contraddistinto dal ritratto imperiale. Questa cerchiatura è a sua volta alloggiata in una seconda lamina circolare, ribattuta molto grossolanamente sul rovescio. Intorno ad essa, probabilmente grazie all'utilizzo di crysocolla, è saldata la cornice vera e propria, caratterizzata da una semplificazione del motivo ornamentale detto "a ovuli e palmette", molto utilizzato nella gioielleria romana. Quindici spazi cavi triangolari, contornati sui due lati da una sottile profilatura in rilievo, si alternano a quindici zone piene, trapezoidali o triangolari, talora solcate da incisioni più o meno rilevate, talaltra invece lisce. In alto si innesta il gancio di sospensione del ciondolo, costituito da un nastro aureo con due scanalature, ripiegato ad anello sui due lati della cornice.

Questo tipo di montatura è largamente documentato nei pendenti monetali romani: incornicia generalmente monete dell'età antonina, severiana e degli imperatori gallici. Ma non mancano anche esemplari di età gallienica. Il periodo di massima diffusione sembra anzi corrispondere proprio alla metà del III secolo d. C., con successive, molto sporadiche attestazioni fino al IV.


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Pendente
dagli scavi UC

Pendente monetale
da Cetatea Alba

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